La pagina della Scuola Primaria E. Rinaldini è rivolta principalmente agli studenti e alla comunità locale. Il nostro obiettivo principale è informare e, allo stesso tempo, coinvolgere. Vogliamo mostrare cosa rende speciale la nostra scuola e quali sono i vantaggi che offre ai suoi student
Uno dei punti di forza della Scuola Primaria E. Rinaldini è la sua collocazione in collina, che offre la possibilità di frequenti uscite in mezzo alla natura. Crediamo che l'apprendimento all'aperto sia fondamentale per lo sviluppo dei bambini, permettendo loro di connettersi con l'ambiente circostante e di imparare in modo attivo ed esperienziale.
Un altro elemento distintivo della Scuola Primaria E. Rinaldini sono le nostre insegnanti attive e capaci. Il team docente è altamente qualificato e dedicato a fornire un'istruzione di qualità, promuovendo un ambiente di apprendimento stimolante e inclusivo. Le insegnanti si impegnano a supportare ogni studente nel suo percorso di crescita personale e scolastica.
Questa pagina fornirà informazioni dettagliate sui progetti e le attività extracurriculari offerte dalla scuola. Vogliamo che genitori, studenti e la comunità locale siano informati sulle opportunità che la Scuola Primaria E. Rinaldini offre per un'istruzione completa e stimolante. Restate sintonizzati per ulteriori aggiornamenti!
Per maggiori informazioni sulla Scuola Primaria E. Rinaldini, venite a conoscerci o contattateci. Saremo lieti di rispondere alle vostre domande e di fornirvi ulteriori dettagli sulla nostra offerta formativa.
Emiliano ha frequentato l’Istituto magistrale “Gambara” di Brescia. Viene da una modesta
famiglia che abita in centro a Brescia. Il padre ha dovuto rinunciare a un lavoro più
redditizio perché ha rifiutato di prendere la tessera fascista. Ha un piccolo negozio
d’abbigliamento in Corso Garibaldi. Una famiglia per bene, con i suoi quattro figli, la
frequentazione assidua dell’Oratorio della Pace, allora il capofila della resistenza cattolica
al Fascismo. Una resistenza che per tanti anni è stata più culturale e religiosa, una
resistenza silenziosa, quasi più una questione di stile che una dissidenza politica.
E’ qui che il giovane Emiliano, insieme al fratello Federico, deportato e morto nel marzo
del 1945 nel campo di Mauthausen, cresce. Qui cresce anche la loro sorella Giacomina,
anche lei deportata in Germania, nel campo di Kala-Tour (Weimer) da cui lei poliomielitica
tornerà a piedi da sola, con la salute per sempre minata.
Qui alla Pace, gestita dai Padri Filippini, Emiliano viene educato dalla mano sicura di
Padre Bevilacqua, un ex avvocato socialista, che l’ “inutile strage” della Grande Guerra
farà convertire a una religione severa, che mette sempre il bisogno e il rispetto degli altri al
primo posto.
Emiliano e tanti altri giovani come lui si trovano a compiere scelte difficili in un momento in
cui ogni scelta avviene fra la vita e la morte. Emiliano sceglie la vita e se ne va sui monti.
E’ la Val Sabbia, la zona delle Pertiche, dove tanti bresciani timorosi dei bombardamenti
aerei alle fabbriche della città si sono diretti. Emiliano non si ferma nelle cascine, nei
villaggi dispersi, sale sui monti con tanti giovani come lui, prende le armi contro i Nazi
fascisti, che stazionano non molto distanti.
Salò e la sua Repubblica, quella dei repubblichini, è proprio dietro quei monti.
Qui sulle Pertiche Emiliano si unisce alle Fiamme Verdi della Brigata Perlasca. Non vedrà
il giorno in cui il comandante Toni fermerà con un gesto della mano la colonna dei carri
armati tedeschi che cercano di trovare la via di fuga del Brennero risalendo le nostre valli,
non vedrà il Referendum e la fine della Monarchia. Non saprà nulla della morte del fratello
Federico, e nemmeno conoscerà pene e dolori di un giovane maestro alla ricerca del
posto fisso.
Morirà a ventidue anni con un colpo alla schiena, tra Belprato e Livemmo nella zona di
Pertica Alta, dopo essere stato catturato e torturato dai Nazifascisti.